Prosegue l’intervista a Massimo Gonti, per leggere la prima parte clicca qui.

A che livello è l’interesse dimostrato dall’industria alimentare per questa tecnologia? C’è qualche dato?

Ritengo che la sensibilità attuale dell’industria alimentare in genere sia ancora bassa, anche se alcune aziende leader del settore, mostrano sicuro interesse a queste tecnologie innovative anche per trainare i consumi, rompendo gli schemi e immaginando il futuro tra 3-5 anni.
Inoltre un concetto chiave, la qualità del vapore influenza la qualità del prodotto alimentare in termini di ‘shelf live’. Ricordo qui, che il richiamo dei prodotti alimentari produce un costo in media del 9,4% del fatturato annuo delle aziende.

Sono stati svolti test analoghi a quelli che ha mostrato l’ing. Palermo per le altre apparecchiature di generazione di vapore pulito che avete realizzato?

Prima di formulare questa risposta, ritengo opportuna un breve introduzione ai test svolti presso la sede produttiva di Spirax Sarco Italia. Con la preziosa collaborazione e supporto di TiFQ e il loro specialista ing. Palermo, abbiamo creato un Protocollo sperimentale unico nel suo genere, che ha potuto avvalorare le nostre convinzioni, che cioè il sistema di produzione indiretta di vapore pulito serie m-CSG già conforme al Reg. CE 1935/2004 di Spirax Sarco, posto in severe condizioni operative, non ha ceduto (migrato) impurezze.

Lo scopo del protocollo operativo è stato quello di stabilire un metodo di prova e definire i limiti di migrazione specifica richiesti sulla base dello stato dell’arte e dei riferimenti normativi applicabili al Prodotto in esame.
Oltre ai test di migrazione e ai parametri chimico- fisici, la qualità fisica del vapore prodotto, che caratterizzerà il suo comportamento a contatto con i prodotti e le attrezzature alimentari è definita da tre ulteriori grandezze:

presenza di gas incondensabili, che possono generare problematiche con alcune proteine che tendono ad agglomerarsi nei prodotti e possono generare processi corrosivi sugli impianti;
–  grado di surriscaldamento, può innescare processi corrosivi e di degrado dei materiali;
–  secchezza, presenza di fase liquida «Potenziale» acqua libera (aw), acqua non vincolata da legami con i costituenti solubili dell’alimento e quindi utilizzabile nel metabolismo microbico.

Sono ancora orgoglioso di affermare, come per il risultato raggiunto dai test nella non cessione di impurezze, anche il grado di secchezza del vapore pulito è risultato notevolmente elevato, pari a 0,98 (solo 2 parti percentuali di umidità contenuta).
Solo ora, rispondo alla sua domanda, dichiarando senza ombra di dubbio che questi test sono in assoluto i primi effettuati su sistemi di produzione indiretta di vapore pulito per uso industriale.

Quanto maggiori sono i costi di acquisto e manutenzione rispetto alla semplice filtrazione?

Abbiamo effettuato all’interno di Spirax Sarco una seria analisi e critica comparazione di costi e benefici tra le due tecnologie: Vapore Filtrato Vs Vapore pulito. I costi, nella realtà non molto più alti per la soluzione Vapore pulito, sono sicuramente neutralizzati se confrontati con gli aspetti primari della sicurezza alimentare, garantendo qualità e completa rispondenza alle più aggiornate e restringenti normative vigenti. Prevenire il verificarsi di incidenti lungo tutta la filiera e veri care l’adeguatezza rispetto alle norme sono due aspetti essenziali per la tutela del brand.

L’esperienza e le conoscenze di Spirax Sarco ormai consolidate e certificate nello scambio termico, nel recupero del calore e nel controllo di processo, consentono all’azienda di offrire una vasta gamma di prodotti, soluzioni e servizi per il vapore ed altri fluidi termovettori in tutti i settori industriali. Per qualsiasi informazione: marketing@it.spiraxsarco.com

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