Il secondo appuntamento con gli approfondimenti teorici, storici e tecnici sul vapore proposti da Spirax Sarco.

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Il vapore è semplice da controllare

Grazie alla relazione diretta tra pressione e temperatura del vapore saturo, la quantità di energia immessa nel processo è facilmente governabile, semplicemente controllando la pressione.
I moderni sistemi di comando del vapore sono progettati per rispondere molto rapidamente ai cambiamenti di processo. L’articolo mostrato nell’immagine seguente è una tipica valvola di controllo a due vie con assemblaggio ad attuatore pneumatico, progettato per l’uso su vapore. La sua accuratezza è migliorata dall’uso di un posizionatore pneumatico. L’uso di valvole a due vie, piuttosto che le valvole a tre vie (spesso necessarie nei sistemi liquidi), semplifica il controllo e l’installazione e può ridurre i costi delle apparecchiature.

Tipica valvola di controllo a due vie con attuatore e posizionatore pneumatici

Il vapore garantisce un eccellente trasferimento di calore. Quando il vapore raggiunge l’utenza, il processo di condensazione trasferisce in modo efficiente il calore al prodotto da riscaldare. Il vapore può circondare o essere iniettato nel prodotto da riscaldare, può riempire qualsiasi spazio a una temperatura uniforme e fornirà calore mediante una condensazione a temperatura costante; questo elimina i gradienti di temperatura che possono essere trovati lungo la superficie di trasferimento del calore, un problema che spesso caratterizza i processi che utilizzano oli ad alta temperatura o acqua calda e ciò può causare problemi di qualità.

Poiché il vapore possiede capacità di trasferimento del calore così elevate, la superficie di scambio termico è relativamente piccola. Ciò consente l’utilizzo di scambiatori più compatti, più facile da installare e con meno ingombro. Una moderna unità monoblocco per l’acqua calda riscaldata a vapore, con potenza nominale di 1200 kW e che incorpora uno scambiatore di calore a piastre, insieme a tutti i comandi di regolazione, richiede solo 0,7 m² di superficie. In confronto, un’unità monoblocco che incorpora uno scambiatore di calore a fascio tubiero coprirà comunemente un’area da due a tre volte superiore a quella dimensione.

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