vapore d'impianto

La qualità e la purezza del vapore d’impianto possono essere alterate da molteplici fattori. Facciamo il punto sulla natura degli agenti contaminanti potenzialmente presenti negli impianti a vapore.

Generare vapore puro al 100% non è industrialmente possibile: impurità e contaminazioni sono inevitabili in qualsiasi processo d’impianto. Per questa ragione non è possibile utilizzare il vapore tecnologico in tutte quelle applicazioni in cui è va a diretto contatto con il prodotto, sia esso alimentare, farmaceutico, biotecnologico ecc. Occorre quindi ricorrere al vapore “di qualità”, ovvero, privo di impurità, contaminazioni, umidità e gas incondensabili. Oggi la differenza è sempre più sentita dalle aziende perché si si trovano a gestire processi e impianti a vapore che devono uniformarsi a legislazioni in materia di salute, sicurezza e ambiente sempre più rigorose e vincolanti.
Ecco i punti di criticità che dobbiamo tenere sotto controllo per minimizzare i rischi di contaminazione del vapore:

1. Agenti biologici e chimici nell’acqua di alimento della caldaia
La qualità dell’acqua usata per la generazione di vapore ha un’incidenza di rilievo sull’efficienza e il funzionamento in sicurezza dell’impianto nonché sulle linee di distribuzione vapore. L’acqua di alimento può contenere microrganismi come batteri, virus, funghi e lieviti e non sempre le alte temperature associate al vapore sono sufficienti per distruggerli. E’ il caso delle sostanze pirogene, prodotte dai batteri vivi o dalle membrane esterne dei batteri morti (lipopolisaccaridi): tali sostanze sono termicamente stabili e possono sopportare temperature anche superiori ai 180°C per diverse ore. L’altro elemento critico nel trattamento dell’acqua di alimento è l’uso di additivi chimici che vengono somministrati a scopo di inibire fenomeni di corrosione, ossidazione e formazione di incrostazioni non solo in caldaia ma anche nelle linee di distribuzione vapore e di ritorno condensa.

2. Trascinamenti di liquido e sali
Spesso nella produzione di vapore si registrano trascinamenti liquidi (Priming) e formazione di schiuma sul pelo libero dell’acqua (Foaming) che fuoriescono dalla caldaia insieme al vapore. Durante l’ebollizione, infatti, possono formarsi delle piccole bollicine che pur liberando il vapore in esse contenuto, non scoppiano, si mantengono piccole e vengono trascinate col vapore portando con sé il proprio carico di umidità e di sali. Questi trascinamenti liquidi comportanto l’accumularsi di possibili depositi e incrostazioni sulle linee di distribuzione e nelle varie apparecchiature installate, come ad esempio nei fasci tubieri degli scambiatori di calore o in prossimità di connessioni e sedi delle valvole di controllo e degli scaricatori di condensa.

3. Contaminazione incrociata
Molte aziende recuperano la condensa da varie aree dei loro impianti e la riportano opportunamente trattata in caldaia, contenendo così in modo sensibile i consumi e, quindi i costi dell’energia, dell’ acqua e degli additivi chimici.
E’ però molto probabile che la condensa di ritorno subisca contaminazioni incrociate provenienti dalle applicazioni di processo, da impianti CIP e da altre applicazioni di processo. In questi casi è allora necessario installare sulla linea di ritorno appositi sistemi di rilevazione dei contaminanti.

4. Gas incondensabili
La presenza di ossigeno, ammoniaca, anidride carbonica ed altri gas disciolti nell’acqua, può comportare la formazione di incrostazioni e corrosione all’interno delle caldaie e delle tubazioni degli impianti a vapore. Le sostanze generate dalla corrosione, precipitando, possono formare depositi che contaminano il vapore da distribuire e le sue aree di utilizzo. I gas possono, inoltre, dar luogo anche ad una minore efficienza di scambio termico e ad altri effetti indesiderati nell’impianto.
Per questi motivi tali gas devono sempre essere monitorati e mantenuti entro limiti accettabili e questo lo si può fare mediante un opportuno trattamento dell’acqua di alimento e prevedendo dispositivi dedicati per lo sfiato dell’aria e dei gas incondensabili.

Grazie alla sua notevole esperienza nei sistemi a vapore, Spirax Sarco mette a disposizione dei propri clienti un avanzato servizio di verifica della qualità del vapore in conformità ai requisiti delle normative EN 285, HTM2010 e HTM2031.

Per informazioni, non esitate a contattare l’azienda. 


Share

Facci una domanda

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.