La manutenzione del generatore di vapore industriale: dagli obblighi di Legge al miglioramento delle prestazioni

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manutenzione generatore vapore industriale

Il generatore di vapore all’interno di un impianto industriale, costituisce un elemento fondamentale per l’intero ciclo produttivo. Proprio per questo è importante che funzioni in modo perfetto prevenendo possibili problematiche.

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Ci riferiamo al fatto che l’apporto di acqua al suo interno può portare, come conseguenza, il possibile accumulo di impurità, così come la creazione di incrostazioni e corrosioni che ne minano le performance, fino ad arrivare al fermo dell’impianto.

Ecco che diventa importantissima una corretta ed efficace manutenzione del generatore seguendo regole specifiche.

Le norme sulla manutenzione del generatore di vapore

È bene ricordare che i generatori di vapore (e di acqua surriscaldata) costituiscono attrezzature industriali che, stando alle norme, appartengono al gruppo GVR, ovvero Gas, Vapore, Riscaldamento. Sono pertanto regolate dal punto 1.1.3 dell’allegato II del Decreto Ministeriale 11 aprile 2011.

Come tali, queste macchine sono soggette a verifiche periodiche finalizzate ad accertare, in base alla norma, “la conformità alle modalità di installazione previste dal fabbricante nelle istruzioni d’uso, lo stato di manutenzione e conservazione, il mantenimento delle condizioni di sicurezza previste in origine dal fabbricante e specifiche dell’attrezzatura di lavoro, l’efficienza dei dispositivi di sicurezza e di controllo”.   

Non va poi dimenticato il combinato richiamo al Decreto Ministeriale 329/04, in particolare per quanto riguarda la periodicità delle verifiche a tali attrezzature. Secondo quest’ultimo Decreto la verifica deve essere anticipata qualora il fabbricante dell’attrezzatura abbia previsto, nel manuale d’uso e manutenzione, periodicità inferiori a quelle indicate dall’allegato VII al d.lgs. 81/08.

Importante anche ricordare che (in base all’art. 7 del d.m. 329/04) la mancata esecuzione delle verifiche alle scadenze previste, indipendentemente dalle cause che l’hanno prodotta, comporta la messa fuori esercizio delle attrezzature interessate, sino all’espletamento, con esito positivo dell’attività di verifica compiuta da soggetti preposti a questo tipo di interventi.

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Manutenzione del generatore di vapore: chi è tenuto a compierla

Fin qui le norme, importanti e soprattutto obbligatorie. In via generale la manutenzione di un generatore di vapore viene effettuata una volta all’anno (salvo sia diversamente indicato dal produttore)

A occuparsi di queste operazioni, che impiegano mediamente 2 giorni, è l’azienda  conduttrice dell’impianto, nel caso disponga di tecnici dotati delle competenze adeguate e della relativa formazione specifica.

Diversamente l’azienda deve rivolgersi al fornitore del generatore di vapore.

Come si struttura la manutenzione del generatore di vapore

È bene seguire un ordine logico di intervento per quanto riguarda la manutenzione del generatore di vapore seguendo fasi specifiche e dettagliate:

Ispezione del serbatoio

Dall’ispezione del serbatoio può emergere la presenza di corrosioni in atto e di incrostazioni di calcare che si generano, in particolar modo, per un trattamento non adeguato dell’acqua prima della sua immissione nel serbatoio. 

Il problema legato alla possibile corrosione è molto serio, in ottica di sicurezza, dal momento che ne può conseguire il progressivo assottigliamento dello spessore delle pareti del serbatoio. Arrivati a un certo punto, il generatore potrebbe non essere più idoneo a sopportare la pressione operativa prevista dall’impianto.

Le incrostazioni da sostanze organiche, invece, denotano la possibile perdita nello scambiatore comportando la contaminazione del circuito delle condense di ritorno.

Verifica della strumentazione di controllo

Nel corso dell’intervento di manutenzione viene verificato lo stato della strumentazione, con pulizia delle sonde di livello, testando inoltre gli strumenti di controllo della pressione (manometro e pressostato). Il tutto è finalizzato a consentire una corretta lettura dei dati dell’impianto da parte del personale preposto.

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Ispezione degli scarichi dei fumi

L’ispezione degli scarichi dei fumi di combustione comporta anche la verifiche delle lamiere, controllando il loro stato di integrità rispetto alla possibile ossidazione sulle superfici (non devono essere presenti tracce di acqua) da condensa.
Oltre all’eliminazione della fuliggine viene analizzato, se presente, anche l’economizzatore utilizzato dai sistemi di recupero calore dai fumi di scarico.

Controllo delle valvole di carico

Si verifica il corretto funzionamento delle valvole di “non ritorno”, situate a valle rispetto alla pompa di carico, per permettere il flusso dell’acqua in una sola direzione.

Sostituzione delle guarnizioni e riavvio della caldaia

La manutenzione termina con la sostituzione delle guarnizioni idrauliche e, infine, il riavvio della caldaia.

Ciò significa riempire nuovamente il serbatoio, provvedere all’accensione del bruciatore, con impostazione della temperatura a sistema, e conseguente analisi del corretto funzionamento dei dispositivi di misurazione e controllo.

Conclusioni

Tutta la procedura comporta, oltre alla verifica del corretto funzionamento, anche un intuibile incremento delle performance a seguito della pulizia e dell’eliminazione di fattori limitanti alle prestazioni in termini di produzione di vapore, della qualità del vapore stesso e del livello di consumo energetico dell’impianto.

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