Come raggiungere la corretta qualità del vapore all’interno di un processo alimentare

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I produttori alimentari sono tenuti, in base alle norme, a garantire la qualità del prodotto finale, identificando i potenziali pericoli e provvedendo ai controllandoli attraverso un approccio di analisi dei rischi secondo i criteri HACCP.

Tuttavia, il Regolamento UE (CE) n. 852/2004 non specifica la qualità o la purezza accettabile del vapore utilizzato a diretto contatto con gli alimenti, malgrado il vapore sia una fonte primaria per applicazioni che provvedono a cuocere o a sterilizzare gli alimenti.

Nel settore Food&Beverage è importante, quindi, arrivare all’adozione di buone pratiche relative alla produzione, con un’attenzione crescente rivolta alle caratteristiche del vapore pulito.

Un aspetto particolarmente utile per le industrie del settore, dal momento che determinati passaggi possono fornire la corretta qualità del vapore per le singole applicazioni.

 

 

 

È sufficiente filtrare il vapore?

Il vapore filtrato, noto anche come vapore culinario, è il grado minimo di vapore utilizzato nel processo di produzione di alimenti e bevande.

Tuttavia, il processo di filtrazione per produrre vapore filtrato rimuove solo le particelle più grandi di 2 micron, minimizzando gli effetti della ruggine e di altre particelle derivanti dalla corrosione dei condotti, elementi che potrebbero insidiare l’integrità del prodotto finale.

Altro particolare importante: la filtrazione non è progettata per rimuovere l’acqua sospesa (goccioline) presente nel vapore, sotto forma di carryover all’interno della caldaia.

Pertanto, anche in caso di vapore filtrato, sussistono seri rischi di contaminazione del processo o del prodotto.

Va quindi considerato in modo prioritario l’introduzione dei sistemi a vapore pulito per la produzione di alimenti e bevande.

 

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Vapore pulito e approccio HACCP

Per garantire la qualità del prodotto finale, in linea con l’approccio HACCP, sempre più produttori nel settore Food&Beverage stanno adottando sistemi di generazione di vapore pulito.

Una tecnologia che garantisce la qualità costante del vapore in tutto il processo di produzione, eliminando eventuali contaminanti presenti.

Si parte dall’acqua, che va controllata e che non prevede l’impiego di prodotti chimici, bensì l’applicazione del processo di osmosi inversa (RO) attraverso un generatore in acciaio inossidabile 316L di secondo grado.

Questi sistemi, unitamente a un approccio HACCP, consentono ai produttori di mettere in pratica una serie di azioni che comportano numerosi benefici, quali:

  • analizzare il ruolo del vapore all’interno del processo
  • identificare i punti critici rispetto ai quali i rischi possono essere ridotti o prevenuti
  • attuare procedure di monitoraggio
  • mettere in pratica misure correttive per abbassare i costi energetici e di consumo di acqua
  • migliorare la produttività
  • ridurre le emissioni.

 

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La certificazione del generatore di vapore

Altro aspetto importante: occorre verificare sempre che il generatore di vapore pulito sia accompagnato da una certificazione idonea.

Questa deve garantire la realizzazione dello stesso generatore in conformità con i principi stabiliti dai regolamenti specifici, in particolare dimostrando l’uso di materiali idonei per il contatto con gli alimenti e i processi di sterilizzazione.

 


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